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Cambiamento climatico
Geoingegneria: idee futuristiche per l’inversione del cambiamento climatico

Geoingegneria: idee futuristiche per l’inversione del cambiamento climatico

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Quali possono essere le idee futuristiche utili ad invertire il cambiamento climatico? Le proposte più allettanti arrivano dalla geoingegneria, cioè quella disciplina che applica le conoscenze delle scienze geologiche all’ingegneria.

La questione, in realtà, è molto più complessa di questo: attraverso la geoingegneria, si potrebbe ricorrere alla tecnologia per modificare artificialmente il clima.

Prima proposta di geoingegneria: il lancio degli specchi orbitali

Tra le soluzioni avanzate dagli esperti di geoingegneria, c’è la “proposta degli specchi orbitali“. Di cosa si tratterebbe? Semplice: di uno o più specchi lanciati nello spazio per riflettere la luce del sole e raffreddare la Terra.

L’obiettivo, quindi, è quello della riduzione delle radiazioni solari.

Gli scienziati stanno sperimentando continuamente la teoria degli specchi orbitali, specie attraverso le simulazioni. Il loro compito principale sarebbe quello di riflettere la luce solare in punti prestabiliti della superficie terrestre, certo, ma c’è da considerare anche altro: lo specchio spaziale così come è pensato oggi, sarebbe in grado di rimanere in orbita senza bisogno ulteriore di energia.

Possibili svantaggi nell’uso della geoingegneria

Se fino ad ora ci sono solo dei pro, sorge subito una domanda: ci sono anche degli svantaggi nell’applicazione delle tecnologie di geoingegneria?

Il primo è relativo al prezzo: è possibile lanciare gli specchi orbitali nello spazio, ma è molto costoso.

Il secondo, invece è un rischio: non sapendo ancora bene l’effetto della probabile immissione orbitale degli specchi, il rischio sarebbe che il clima prodotto potrebbe essere diverso da qualsiasi altro conosciuto fino ad ora.

Altre proposte per il miglioramento del clima

Tra le altre proposte mondiali per il miglioramento del clima che i vari ricercatori stanno avanzando, invece, c’è quella di una barca che attraverserebbe gli oceani per nutrire le alghe e ridurre l’anidride carbonica.

Questa tecnica si chiama “fertilizzazione degli oceani” ed è stata già sperimentata in passato, sebbene con risultati ancora da migliorare.

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